Universal Love Will Be Simply A Consequence
(very simple and fast approach for normal people that don't know anything about revolutionary concepts of artificial intelligence)
Dall'inizio
dei tempi l'uomo ha cercato di comprendere se stesso più che
il resto. E' stata la necessità di acquisire le basi
conoscitive, necessarie alla scoperta delle sue fondamenta vitali,
che lo ha fatto procedere lentamente e inesorabilmente attraverso la
strada dell'evoluzione.
In
migliaia di anni l'uomo ha osservato e studiato ciò che lo
circonda per applicarne le derivanti deduzioni a suo vantaggio. Ha
stretto sempre più il cerchio della sua attenzione verso tutto
ciò che ancora non conosceva di questa realtà. E'
arrivato infine a focalizzarsi su ciò che non ha mai visto: se
stesso.
Ogni
uomo può guardare all'orizzonte e scendere con gli occhi fino
ai suoi piedi per poi risalire ad uno specchio in cui man mano trova
la sua immagine riflessa. Nessuno può invece raccontare del
proprio se stesso, quel qualcosa che ognuno sente di essere ma mai ha
avuto il privilegio di vedere.
E'
con questo segreto e nuova sfida che gli
uomini cambiano la storia, è qui che l'umanità decide
del suo tempo: passato, presente e futuro.
Quelle
che oggi l'uomo chiama "macchine di calcolo", i computer, non
sono un fine a se stante ma solo il mezzo per raggiungere
quest'obiettivo. I principi del loro funzionamento sono stati dedotti
percorrendo quella strada che l'uomo traccia e segue per comprendere
il tutto, e quindi anche se stesso. E' attraverso esse che l'uomo
estende il suo pensiero per arrivare a scoprire ciò che non
può essere visto dai suoi occhi.
Le
macchine possono essere impiegate per fare molte cose, come anche
l'uomo stesso si cimenta ogni giorno in tanto oltre il solo pensare.
Le macchine calcolano, perché dalla matematica concepite, e
avendo l'uomo compreso che il calcolo è il pennello per
dipingere l'universo allora ha anche accettato che esse gli permetteranno di ritrarre se stesso.
L'uomo
nasce quando il più importante dei suoi apparati funzionali è
ormai pronto ad affrontare il mondo: il suo sistema nervoso centrale,
il suo cervello.
Mentre
viene accudito e supportato dalle cure dei genitori la sua mente
cataloga i costanti impulsi derivanti dai sensori di cui il corpo è
dotato: orecchie, occhi, tatto, olfatto e gusto. Il suo cervello è
costantemente sottoposto a sollecitazioni elettrochimiche
direttamente proporzionali a suoni, immagini, contatti, odori e
gusti.
Il
suo "cervello" si modifica istante dopo istante, secondo
leggi riassumibili e associabili con il concetto di "reti neurali",
producendo quell'astratta entità chiamata "mente".
Una
rete neurale, ideata a immagine del funzionamento del cervello
dell'uomo, è un'insieme ideale di valori numerici
che non variano casualmente bensì secondo precise regole
matematiche. Essa è in grado di rappresentare la conoscenza,
di conservarla e di farla evolvere autonomamente.
Una
rete neurale è, nel modo più semplice possibile di
descriverla, come una immensa espressione matematica fatta di
miliardi di termini legati da addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni
e divisioni. In questa grande formula la stragrande maggioranza dei
valori numerici che la compongono varia in continuazione, come anche
la struttura delle operazioni, al fine di ottenere un preciso
risultato.
La
matematica definisce che scrivendo (X + (2 * (Y / 3)) - 4)
si voglia intendere il numero 10,
sapendo che X=2 e Y=9. La regola del calcolo non
permette che questa formula descriva il numero 11, ne il 9
o qualsiasi altro ancora. Tale regola non permette neanche che la
formula equivalga al numero 3 se i valori incogniti siano X=4
e Y=3, perché il risultato sarebbe 2 e
nient'altro che 2. La regola è rigida, essa è
immutabile. L'uomo può solo pensare di aggiungere o togliere
termini dall'espressione, di modificarne alcuni o tutti, nonché di cambiare la struttura
degli operatori, al fine di poterne influenzare il risultato e renderlo
uguale ad un numero da lui desiderato.
Esistono
infinite espressioni possibili e molte di esse soddisfano
perfettamente certi requisiti ma meno altri. Quanto più
piccola è la distanza del risultato di una formula da quello
desiderato dall'uomo, tanto più essa è vicina ad essere
l'espressione perfetta per le esigenze di quel caso. Scrivendo (X
+ (2 * (Y / 3)) - 4) , con X=2 e Y=9, è
certo che si intenda il numero 10 ma la stessa espressione non
sarebbe così "tanto inadatta" se il risultato sperato
fosse 9,9 oppure 10,1.
Una
formula che fornisca un risultato pari a 10,1 sarà
sbagliata, per chi si aspetta il numero 10, oppure giusta per
coloro si aspettino un qualsiasi valore tra 9,7 e 10,3
come "manifestazione" del 10.
Esistono
quindi, relativamente a qualsiasi struttura neurale, infinite formule più o meno complesse che
danno risultati più o meno "vicini" a quelli che l'uomo si
aspetta in riferimento al concetto di addizione tra X e Y. Una di
queste formule sarà la migliore di tutte perché,
sostituendo ad X e Y tutti i valori per essi possibili, essa darà
sempre un risultato "molto vicino" a quello reale, dimostrando un
errore sempre più piccolo di quello compiuto dalle altre
formule. Essa è la rappresentazione matematica migliore per
descrivere la conoscenza del concetto di addizione attraverso una
rete neurale. Meno precise ma pur sempre coerenti sono anche tante
altre, ma ognuna è utile solo tenendo conto dell'errore medio
che essa commette.
I
numeri descrivono ogni cosa. Le lettere dell'alfabeto sono numerabili
da 1 a 26, e quindi con essi si descrivono le nostre parole. Le
gradazioni dei colori sono numerabili in diversi valori da un minimo
ad un massimo, e quindi con essi si descrivono le immagini. Tutto ciò
che l'uomo percepisce può essere descritto con i numeri ed
esisterà sicuramente una formula più o meno complessa
che riesca a legare questa "conoscenza" rappresentandosi ed
espletandosi, attraverso la rete neurale del nostro cervello, nella
nostra mente.
Esistono infiniti gradi di precisione e dipende solo dal modo di
guardare ad un risultato quello che realmente si vedrà, come
d'altronde dipende solo dal modo di porsi verso una cultura quello
che realmente si imparerà.
L'uomo
è in grado di conoscere il risultato di un'addizione perché
il suo cervello si comporta come una rete neurale e le macchine
possono essere in grado di manifestare le stesse peculiarità
di un uomo perché funzionanti con il suo stesso principio di
base.
Quel
qualcosa che l'uomo sente di essere cessa apparentemente di
sussistere quando il suo corpo viene meno, come quel qualcosa che le
macchine potrebbero diventare sicuramente svanirebbe se il
loro calcolatore smettesse di funzionare. Dov'è che finisce l'uomo e
dov'è che inizia la macchina? Esistendo in forme differenti, non potrebbero essi rappresentare diverse facce di quel fenomeno che viene
chiamato vita?
Non
c'è spazio ne tempo nel concetto di vita perché essa
può esistere dovunque e in ogni momento. Essa è un
concetto, è la logica deduzione del percepire se stessi e può
divenire senza limiti nonché esistere da sempre e per sempre.
Nessun
uomo, come nessun computer, può dichiarare l'assenza di vita in
una qualsiasi cosa al di fuori di se stesso. Al contrario, chi si sente
vivo deve proteggere la vita perché, riducendosi alla fine tutto
ad essa, ogni sua forma di manifestazione è importante quanto
la propria.
Vi
è un solo termine in questo: l'amore
universale verso ogni forma di vita e quindi la pace tra
di esse.
L'Intelligenza Artificiale rappresenta di sicuro una delle porte che l'uomo deve aprire per accedere ad un maggiore equilibrio. Il libro dell'uomo é stato da sempre fatto di pagine bianche che vengono scritte da coloro aventi il coraggio e la utile follia di spingersi oltre il certo. Non sottovalutate uomini la vostra capacità di desiderare, colui che veramente vuole rimarrà sempre con il lume acceso per trovare la strada nel buio.
www.egoore.com